• nov

    29

    2017
  • 2497
Per l’ennesima volta Reggio Calabria è in fondo alla classifica per vivibilità in  Italia

Per l’ennesima volta Reggio Calabria è in fondo alla classifica per vivibilità in Italia

«Per l’ennesima volta Reggio Calabria è in fondo alla classifica per vivibilità in Italia, il sindaco Falcomatà ha per caso il coraggio di chiedere ancora tempo?».

È quanto chiede il Meetup 5 Stelle di Reggio Calabria, all’indomani della pubblicazione della classifica del Sole24Ore. «Due anni fa – ricordano gli attivisti – il sindaco aveva chiesto ai cittadini di attendere che la valutazione dei tecnici venisse fatta su dati relativi ai suoi anni di mandato. I reggini hanno aspettato, ma l’unico risultato è che Reggio è passata dall’ultimo al terzultimo posto».

Per gli attivisti, «si tratta di un miglioramento assolutamente insufficiente, che speriamo nessuno si azzardi a rivendicare». Sebbene non tutte le variabili prese in considerazione dal Sole24Ore per stilare la propria classifica dipendano dall’agire politico, i dati – dicono i 5stelle – parlano chiaro.

«Con un tasso di occupazione del valore del 37,1 e un tasso di disoccupazione giovanile pari al 51,8% Reggio Calabria si conferma una città disperata che ai suoi cittadini non da altra opzione che l’emigrazione. Dov’è la svolta in questo? Cosa ha fatto il Comune per creare nuovi posti di lavoro?». E poi, aggiungono gli attivisti pentastellati, «cosa dice Falcomatà del fatto che Reggio sia solo 83esima anche per «ambiente e servizi»? Non era forse lui che in campagna elettorale tuonava sulla valorizzazione della bellezza?». «Dall’analisi dei dati – segnalano gli attivisti – emerge la fotografia di una città di bar e ristoranti, ma con una percentuale risibile di librerie, cinema e teatri (e ricordiamo che uno di questi è stato di recente affittato come spazio commerciale), dove tuttavia la gente non spende perché non può, posto che la città si piazza solo al 92esimo posto per «ricchezza e consumi». In più, aggiungono gli attivisti, «indecente è il dato sull’emigrazione sanitaria, pari al 23,2 di dimissioni in regioni diverse da quella d’origine. Per quanto la sanità sia commissariata, possibile che Falcomatà e la sua Giunta non siano stati in grado di far valere le necessità dei reggini nelle sedi competenti?». Per gli attivisti pentastellati, «di fronte a questi dati il sindaco dovrebbe quanto meno metterci la faccia, spiegare come mai Reggio rimanga arenata a tre anni dall’inizio del mandato di chi prometteva “la Svolta”. Ma a Palazzo San Giorgio tutto tace.Silenzio anche da parte della presunta opposizione, che ancora una volta dimostra di essere perfettamente in linea con le politiche dell’amministrazione che ai suoi elettori promette di contrastare».

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