• mag

    05

    2017
  • 478
Nuova imposta

Nuova imposta "Deposito cauzionale” Idrico

Nuova imposta "Deposito cauzionale” idrico, il MeetUp Reggio Cinque Stelle invita alla mobilitazione per trasparenza, equità e servizio

«E’ proprio il caso di dirlo: è la goccia che fa traboccare il vaso. La goccia è il cosiddetto deposito cauzionale sul servizio idrico integrato deliberato nella sua nuova pessima applicazione dall’amministrazione comunale. Invece, il “vaso” è la pazienza di una cittadinanza reggina già esasperata da un servizio minimo o nullo e di pessima qualità, da bollette poco trasparenti e da una pressione tributaria alle stelle». Usa l’amara ironia il MeetUp Reggio Cinque Stelle nel denunciare il recente provvedimento adottato dalla Giunta Falcomatà su proposta dell’assessore ai tributi Irene Calabrò, che prevede, per il minimo dei 50 metri cubi, 15 euro per utenza domestica residenziale, 20 per quella domestica non residenziale e 25 per le altre tipologie, e per il massimo di oltre 500 metri cubi 260 euro per utenza domestica residenziale, 285 per quella domestica non residenziale e 290 per le altre tipologie. «Inutile che Palazzo San Giorgio si affanni a dire che questa delibera è “un adeguamento alla disciplina di settore dettata dall’Autorità per l’energia elettrica, il gas ed il sistema idrico”. E che il deposito cauzionale è “una garanzia che l’utente del servizio idrico integrato costituisce per i prelievi di risorsa e quindi per l’utilizzo del servizio che egli effettua in via anticipata pagandone il corrispettivo solo a distanza di tempo”. E’ solo l’ennesimo colpo ai portafogli dei reggini, già penalizzati dal momento di difficoltà del Paese e da quelle crescenti della città» affermano i simpatizzanti del Movimento Cinque Stelle. «Non bastavano le delibere con le quali la commissione straordinaria prefettizia in fase di commissariamento ha elevato al massimo tariffe che avremo fino al 2024; il cosiddetto “consuntivo stimato, operazione scorretta perché il gestore è obbligato ad effettuare le letture e non ad imporle, tranne nel caso in cui il Comune non riuscisse a compierle (solo dopo tre anni, a seguito delle sollecitazioni del nostro MeetUp e di diverse associazioni, si è provveduto a correggere il tiro); l’Iva sulla quota fissa non dovuta perché non è un corrispettivo di servizio erogato; la depurazione che secondo Legambiente non è garantita ad un 30% di reggini che però la paga in bolletta; le eccedenze che fanno incidere il numero dei componenti familiari su un pagamento che dovrebbe essere a consumo. Adesso arriva questo ulteriore inopportuno peso tributario» proseguono i militanti pentastellati. «Tutto ciò, affiancandosi a rubinetti a secco ed utenze salvate dalle autoclavi, acqua di dubbia qualità anche a causa di infiltrazioni, perdite lungo condotte obsolete e furti d’acqua tollerati, vuol dire più tasse e meno servizi, oltre che poca trasparenza delle bollette. Per questo, all’insegna della consapevolezza e della mobilitazione, invitiamo i reggini a pretendere un tributo giusto per il consumo dell’acqua e li invitiamo ad organizzarsi autonomamente e/o con il supporto di associazioni per leggere la propria bolletta e richiedere un risarcimento di somme non dovute. Noi siamo pronti a sostenerli in questa battaglia» è la conclusione del MeetUp Reggio Cinque Stelle.


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