• apr

    06

    2017
  • 583
Consulenza a Porcino inopportuna

Consulenza a Porcino inopportuna

Ci fanno piacere le parole del vicesindaco metropolitano Riccardo Mauro in tema di consulenze e contributi dopo lo scoppio “Caso Porcino”. Ma, considerato il ritardo con il quale sono arrivate e che sono state stimolate esternamente, non vorremmo che restino tali e non si concretizzino.

D’altronde, la sua parte politica, il centrosinistra, così come quella che ad essa si contrappone, il centrodestra, sia a livello nazionale che locale, hanno dimostrato di non tener gran conto di elementi come la trasparenza».
E’ questo l’incipit della nota con la quale il MeetUp Reggio Cinque Stelle commenta la dichiarazione del numero due di Palazzo Alvaro dopo la denuncia della Filt-Cgil sull’incarico consulenziale affidato dalla società provinciale Sviprore all’ex presidente della fallita Sogas Carlo Porcino. «La pessima amministrazione Raffa della defunta Provincia aveva pensato bene di assegnare una consulenza amministrativo-contabile allo studio dell’ex presidente Sogas Porcino.

Sì, un incarico presso l’azienda Sviprore, il cui socio unico era quella che fu la Provincia, proprio a Porcino, colui che per quattro anni ha amministrato la società di gestione del “Tito Minniti” decretata fallita dalla Procura reggina.


Insomma, una prebenda a colui che è uno dei diversi responsabili della sempre più profonda crisi dello scalo aeroportuale di Ravagnese, datagli quasi fosse una sorta di indennità per le sue dimissioni dalla stessa Sogas.

I militanti reggini del Movimento 5 Stelle domandano cosa ha fatto la nuova amministrazione metropolitana guidata da Falcomatà appena arrivata a Palazzo Alvaro: anziché provvedere a controllare gli atti deliberati dai loro predecessori e provvedere a bloccare quelli eticamente e politicamente discutibili, il giovane sindaco e i suoi hanno preferito portare avanti una polemica politichese chiedendo le dimissioni del presidente Raffa»

Tralasciando la poca fiducia nel Pd renziano, ecco perché espressioni di Mauro come “Ente nuovo, che guardi al futuro e non al passato, mettendo in soffitta un po’ dei vecchi vizi che lo hanno caratterizzato negli ultimi anni” appaiono solo come slogan.

Perché non pensarci prima alla riduzione o rimozione di consulenze e contributi?

La speranza è che questo ritardo non porti contenziosi sfavorevoli alle casse pubbliche. Perché i cittadini già pagano abbastanza, sia come costi economici che come gestione amministrativa.

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