• lug

    13

    2020
  • 370
CONCESSIONE AUTOSTRADE: È UNA QUESTIONE MORALE CHE VA OLTRE GLI INTERESSI POLITICI

CONCESSIONE AUTOSTRADE: È UNA QUESTIONE MORALE CHE VA OLTRE GLI INTERESSI POLITICI

A scrivere direttamente al Governo del paese sono gli attivisti del MoVimento 5 Stelle che sentono il diritto e il dovere di intervenire su una questione che potrebbe seriamente minare non solo la maggioranza di Governo ma anche la credibilità dei loro rappresentanti parlamentari. Per far arrivare il messaggio, i simpatizzanti pentastellati utilizzano quella rete che ha contribuito a farli nascere e germogliare.

“Abbiamo ancora in mente le drammatiche immagini del 14 agosto 2018”, ricordano gli attivisti, “sono le ore 11:36 e un boato scuote e getta nel panico Genova e i riflettori di tutte le tv mondiali si accendono per capire cosa sia successo, lo spettro del terrorismo è sempre dietro l’angolo. 

Quel boato innaturale è il ponte Morandi che urla, straziato dall’incuria. Si è spezzato e con lui sono precipitate 43 vite. Da quel momento è morta per sempre la fiducia in chi doveva garantire la sicurezza delle nostre infrastrutture e l’ansia di chi percorre quotidianamente ponti e viadotti da nord a sud del paese è molto alta”.

A 24 ore dal crollo del ponte Morandi, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte annuncia la linea dura sulla concessione ad Autostrade affermando che: “disporremo la revoca della concessione ad Autostrade perché non c’è dubbio che, per quanto riguarda il sistema e la convenzione in essere con Autostrade, ad Autostrade incombeva l’onere, l’obbligo, il vincolo di curare la manutenzione di questo viadotto e assicurare che tutti gli utenti potessero viaggiare in sicurezza»”. Accanto a lui gli allora vicepremier e capo politico del MoVimento 5 Stelle Luigi Di Maio e il Ministro dei Trasporti Danilo Toninelli.

A seguito del disastro si è attivata la procura avviando l’inchiesta giudiziaria che dovrebbe concludersi a settembre mentre i finanzieri stanno ancora svolgendo accertamenti mirati sulle migliaia di carte, documenti e file sequestrati in questi mesi nelle sedi di Autostrade, Spea o Mit nell’ambito del procedimento penale aperto dai pubblici ministeri Massimo Terrile e Walter Cotugno, in totale sono 74 gli indagati. Sconcertante ciò che emerge in diverse intercettazioni, si parla di vantaggi commerciali dietro gli inquinamenti probatori finiti nel mirino dei magistrati. La giudice Nutini afferma che: «La logica che guida le scelte di Aspi e Spea è quella strettamente commerciale, che prevale sulla finalità di garantire la sicurezza, in spregio all’affidamento del pubblico servizio».

E mentre la giustizia fa il suo corso, lo Stato dà dimostrazione delle sue capacità e a tempo record e senza soste, il nuovo ponte di Genova, progettato da Renzo Piano, viene ricostruito - non dai Benetton - ma da un'azienda di Stato, infatti l’opera è  realizzata da Fincantieri con Webuild. Per evitare ulteriori disagi ai cittadini, precisano i deputati M5S nelle commissioni Ambiente e Trasporti, si affida la concessione, solo temporaneamente, ad Aspi. 

 

Noi attivisti crediamo che lo Stato debba riappropriarsi immediatamente di tutti i settori fondamentali per la sicurezza del Paese e, con lo stesso modello organizzativo che ha consentito di gestire il dramma del crollo del ponte Morandi, possa occuparsi della gestione di 3 mila chilometri di autostrade con proprie risorse, avvalendosi, se ritenuto opportuno, di risorse private che dimostrino competenze specifiche, capacità e credibilità al di sopra di ogni sospetto.

È la Consulta a confermare la legittimità dell’estromissione, voluta dal Governo, di Autostrade dalla demolizione dei resti e dalla ricostruzione del ponte Morandi mentre c’è sempre chi della norma ne fa interpretazione, come il professor Massimo Luciani che commenta «Un monumento all’inciviltà giuridica» l’esclusione di Atlantia dalla trattativa privata. Negli atti del collegio difensivo ci sono toni molto duri sui presunti diritti conculcati dal Decreto Genova: «Norme con intento punitivo», dettate da «retorica politica e ad uso mediatico». Insomma, la potenza economica dei Benetton è riuscita in questi anni ad aggiudicarsi contratti molto favorevoli e blindati ma il popolo italiano dice basta, non è più disposto ad acconsentire a questi inciuci tra politica e società private e pretende giustizia per le vittime.

Noi attivisti abbiamo fiducia nei nostri portavoce e ci sentiamo rappresentati quando esponenti come Crimi, Di Maio, Toninelli, Buffagni, Taverna e tanti altri dimostrano fermezza e coerenza. Ricordiamo a noi stessi che il MoVimento 5 Stelle è nato per contrastare quel sistema perverso che lega la politica alle aziende private attraverso le lobby e accordi, neanche troppo velati, che hanno generato corruzione e morte.

In questo momento delicato chiediamo a gran voce di affrontare la questione morale e dimostrare quel coraggio che distingue il MoVimento 5 Stelle dai partiti. Chiediamo a coloro i quali non si siano ancora pronunciati, esponendosi sulla questione, di farlo immediatamente  per sconfessare le malelingue che insinuano corruzione tra i nostri portavoce. Voi siete i nostri rappresentanti e noi vi difenderemo, non abbiate paura di andare fino in fondo, la Storia racconterà di quei parlamentari che non si sono piegati agli interessi ma che hanno difeso lo Stato e i cittadini.

Gli attivisti dei Meetup Congiunti della Calabria:

Meetup Reggio 5 Stelle

Meetup Magna Grecia 5 Stelle

Meetup Palmi

Meetup Istmo 5 Stelle – Girifalco

Meetup Catanzaro

Attivisti 5 Stelle Soverato

Attivisti in Movimento Borgia

Meetup 5 Stelle Pizzo

 

E gli attivisti di:

Fattivi 5 Stelle Calabria

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